Banca online, allarme furti (mistergadget.tech)
Nuovo allarme per i clienti bancari, questa volta a dare il segnale è proprio la famosa banca che invita all’azione e a fare attenzione.
Che gli istituti di credito siano tra i principali soggetti utilizzati da hacker e malviventi online per estorcere informazioni e denaro ormai è chiaro a tutti, il problema è la velocità con cui questo tipo di frodi cambiano e soprattutto quello che riescono a determinare.
L’obiettivo delle banche è chiedere attenzione agli utenti perché questi potrebbero cascare in qualche tranello difficile da individuare. Il risvolto in questi casi è molto gravoso, sia economicamente con perdita di denaro e sia dal punto di vsta dei dati personali che potrebbero finire nel dark web.
Secondo la legge Europea tutti coloro che hanno un conto presso una banca ufficiali sono al sicuro per cifre entro i 100 mila euro. Questo vuol dire che, anche in caso di problemi o frodi l’utente viene risarcito. Ovviamente però queste frodi vanno provate, il rimborso non scatta in automatico, è richiesto del tempo.
Quest’estate c’è stato un vero e proprio boom di truffe telefoniche, ha portato chiaramente a numerosi problemi ma grazie a una fitta rete informativa la questione è stata arginata. Ora però arriva, proprio nel periodo di ottobre, un altro problema.
Per questo motivo è stata proprio Unicredit a porre attenzione sulla questione, invitando una comunicazione ufficiale ai clienti e chiedendo a tutti di guardare bene a questa tecnica nuova che si sta diffondendo in Italia. Si tratta di un Qr Code che arriva all’utente, questo può essere sia tramite email che per messaggio, sembra una semplice comunicazione da parte della banca ed è ovvio che a nessuno verrebbe in mente che si tratti di una frode.
Solitamente quando c’è intenzionalità viene sempre richiesto l’accesso, la password o altro, quindi perché non ci si dovrebbe fidare di un Qr Code informativo? Il problema è che quando si va a scansionare sul proprio dispositivo viene automaticamente installato un malware, inizia quindi il reindirizzamento continuo ed è chiaro che si complica la situazione perché la persona non riesce più ad uscire.
L’Istituto specifica chiaramente a tutti di “non fornire mai e per nessun motivo informazioni riservate (codice di adesione, PIN, numeri di carta, …) a terzi, né tanto meno eseguire eventuali azioni suggerite dal chiamante“. È importante però ora fare attenzione anche alle comunicazioni che si ricevono e si aprono, non solo ormai all’inserimento dati, questa è la novità che tutti dovrebbero sapere.
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