Recensione Civilization VII: il dominatore dei giochi strategici è tornato! (MisterGadget.Tech)
Dimenticate la stanchezza, Civilization VII vi terrà incollati allo schermo fino alla vittoria finale della vostra civiltà
L’attesa è finita, l’entusiasmo è alle stelle! Civilization VII è finalmente tra noi, una realtà tangibile che infiamma i cuori degli appassionati di strategia a turni. I giocatori più accaniti affilano già le unghie, pronti a dedicare intere sessioni a questo nuovo capitolo, magari sfruttando qualche giorno di vacanza strategicamente pianificato. In un panorama videoludico sempre più competitivo, resta però una domanda cruciale: la serie Civilization, pilastro del genere, saprà ancora una volta imporsi e brillare?
Per coloro che si avvicinano per la prima volta a queste dinamiche, è opportuno fare un passo indietro e rispolverare il contesto. Civilization, da ben 34 anni, ci offre la possibilità unica di ripercorrere le tappe fondamentali della storia umana, dalla primordiale scoperta della ruota fino all’ambiziosa conquista dello spazio. Ma la fama leggendaria non basta per garantire il successo: questo nuovo episodio deve dimostrare di saper evolvere, di sapersi modernizzare per competere con titoli emergenti come Humankind e altri concorrenti agguerriti che hanno alzato notevolmente l’asticella qualitativa negli ultimi anni. Firaxis, lo studio di sviluppo, sembra aver elaborato una strategia precisa: conservare un terzo dell’anima di Civilization VI e rivoluzionare il resto… E di cambiamenti sostanziali, ce ne sono davvero molti!
La prima, rilevante innovazione risiede nella struttura ritmica del gioco, ora scandita in tre epoche distinte: Antichità, Esplorazione ed Età Moderna.
Questa tripartizione temporale, con i suoi focus tematici ben delineati, offre la sensazione di sperimentare tre giochi differenti in uno! Ma l’aspetto più intrigante è la connessione intrinseca tra le epoche: ogni era presenta obiettivi specifici in ambito scientifico, culturale, economico e militare. Raggiungendo traguardi in queste categorie, il giocatore accumula bonus e punti attributo spendibili nell’era successiva, ottenendo vantaggi progressivi e bonus adeguati al contesto storico. La pianificazione strategica diventa quindi fondamentale, anche perché spesso si rende necessario modificare le proprie priorità in corso d’opera per assicurarsi di raggiungere un determinato obiettivo prima del cambio d’epoca.
Questa dinamica a epoche rappresenta senza dubbio il fulcro innovativo di Civilization VII. Invece di seguire una singola linea guida per l’intera partita, la strategia politica si adatta costantemente alle nuove scadenze e sfide: dalla difesa contro incursioni nemiche, all’espansione territoriale verso orizzonti inesplorati, fino alla conquista della vittoria finale. Se un determinato aspetto strategico non procede come previsto, è possibile, anzi consigliabile, rivedere e riorientare la propria strategia. Le partite diventano decisamente più dinamiche, in particolare per quanto riguarda le interazioni e le reazioni delle altre civiltà guidate dall’IA. Inoltre, i passaggi d’epoca intensificano la competizione in momenti specifici, come la corsa alle nuove terre durante l’era dell’Esplorazione, o la competizione tecnologica e industriale nell’Età Moderna. Questa struttura non solo riflette in modo più accurato le dinamiche della Storia reale, ma risulta anche decisamente più coinvolgente rispetto ai precedenti capitoli, dove spesso si tendeva a seguire un unico percorso strategico dall’inizio alla fine, salvo imprevisti.
Oltre all’innovativo sistema delle epoche, un’altra novità dirompente scuote le fondamenta della serie: ora è possibile selezionare leader e civiltà in modo indipendente. Desideri giocare nei panni di Serse, al comando della civiltà del Mississippi? Ora si può! Leader e civiltà possiedono bonus unici, invitando il giocatore a sperimentare e trovare la combinazione sinergica ideale. Ma le sorprese non finiscono qui. Ad ogni cambio d’epoca, si cambia anche civiltà.
Si può scegliere di proseguire con i successori naturali della civiltà precedente (o una civiltà legata al nostro leader), ma anche optare per altre civiltà sbloccate durante l’era precedente, soddisfacendo condizioni specifiche come la scoperta di determinate risorse. Anche in questo caso, si aprono nuove possibilità strategiche, permettendo di adattarsi in modo flessibile alla situazione contingente e di scegliere una civiltà che potenzi i nostri punti di forza o compensi le nostre debolezze. Questo aspetto è ulteriormente amplificato dai punti guadagnati nell’epoca precedente, spendibili negli alberi degli attributi, che consentono di modulare ulteriormente la strategia e le priorità di sviluppo. Soffri un ritardo tecnologico? Scegli una civiltà con una forte vocazione scientifica e investi in bonus che favoriscano la specializzazione di scienziati! Ovviamente, non si può trasformare una civiltà pacifista in una macchina da guerra in un batter d’occhio, ma questa flessibilità strategica permette di sorprendere gli avversari, rendendo le partite molto più avvincenti e imprevedibili nel lungo periodo. Ecco un elemento di dinamismo che mancava in Civilization.
Sempre in tema di imprevedibilità, gli eventi narrativi offrono a volte l’opportunità di progredire rapidamente verso i propri obiettivi, prendendo le decisioni giuste. Ad esempio, durante una partita con Himiko, nell’Età Moderna e orientato verso una vittoria culturale basata sulla scoperta di artefatti sparsi per il mondo, ho innescato un evento inatteso sostituendo un vecchio edificio dell’era dell’Esplorazione con una nuova struttura. La distruzione dell’edificio ha rivelato un antico artefatto! L’evento narrativo mi ha dato la libertà di conservarlo o di optare per un bonus alternativo, offrendo sempre una scelta tra due opzioni. Una piacevole sorpresa!
Tuttavia, se questi eventi sono spesso vantaggiosi, lo stesso non si può dire per una delle nuove introduzioni di Civilization 7: le crisi. Nell’ultimo terzo delle prime due epoche, il mondo intero entra in un periodo di crisi, con effetti variabili. Alla fine dell’Antichità, ad esempio, ho dovuto affrontare ripetuti attacchi da parte di città indipendenti che mi assaltavano da ogni direzione. Al termine dell’era dell’Esplorazione, sono stato travolto da una guerra religiosa che ha generato ribellioni nelle colonie che non seguivano la religione dominante della mia città santa. Queste crisi non solo possono infliggere danni significativi al nostro impero se non siamo preparati, ma la loro intensità aumenta progressivamente fino alla fine dell’epoca. L’unica mitigazione possibile è la scelta del “malus” da subire tra diverse opzioni, permettendo un minimo di adattamento strategico. L’idea di base non è male, anche se forse manca un po’ di impatto nelle difficoltà di gioco più basse. Altre crisi, come quella della peste, possono invece rivelarsi molto più devastanti.
Civilization è una saga storica, ma ciò non significa che non possa attrarre un nuovo pubblico, soprattutto dopo il successo di Civ 6 su Nintendo Switch. In quest’ottica, gli sviluppatori hanno lavorato per semplificare l’esperienza di gioco e ridurre il numero di clic per turno, una scelta decisamente apprezzabile. Non ci sono più i “costruttori”: ora si seleziona direttamente la casella della colonia da migliorare quando la popolazione cresce. Fanno la loro comparsa anche i comandanti d’armata, che permettono di raggruppare più unità militari in un’unica entità.
Questo non solo facilita gli spostamenti strategici, ma i comandanti possono anche impartire ordini specifici, arricchendo la profondità tattica degli scontri. Sono anche le uniche unità a guadagnare esperienza, sbloccando nuove abilità attraverso un albero dei talenti. Permangono alcune unità un po’ più macchinose da gestire, in particolare i missionari che devono convertire singole abitazioni di una colonia per convertirla alla nostra religione. Tuttavia, nel complesso, Civ 7 semplifica la micro-gestione delle unità, concentrandosi sugli aspetti più strategici e meno tediosi del gameplay.
Anche la gestione delle colonie ha subito notevoli cambiamenti in Civilization VII. Fatta eccezione per la capitale, tutte le colonie di nuova fondazione nascono come “comuni”, entità che non producono beni ma convertono le risorse di produzione in oro. Questi comuni crescono più rapidamente delle città vere e proprie, e dopo aver raggiunto un certo livello possono essere specializzati per ottenere bonus specifici. Ad esempio, un comune con una forte produzione di cibo può essere trasformato in un “magazzino” per le città limitrofe, incrementando la crescita demografica dei centri urbani principali. Sono disponibili 6/7 specializzazioni diverse, con un solo vincolo: una volta effettuata la scelta, la specializzazione non può essere modificata fino alla successiva era. Altro cambiamento significativo: i barbari lasciano il posto alle città-stato indipendenti. Neutrali, amichevoli o ostili, le città-stato possono essere rase al suolo, possiamo diventarne i sovrani (ottenendo bonus esclusivi) o possiamo persino integrarle nel nostro impero.
Tutto questo sistema ruota attorno a una nuova risorsa, l'”Influenza”, di cui parleremo più avanti. Quel che è certo è che questo nuovo sistema genera importanti scelte strategiche: privilegiare la costruzione di numerose città o centralizzare la produzione in sole due o tre grandi metropoli, specializzando i comuni per le funzioni di supporto? Ogni approccio ha vantaggi e svantaggi, lasciando al giocatore la libertà di plasmare il proprio impero.
Tornando all’Influenza, la nuova risorsa strategica di Civilization 7. Dimenticate i congressi mondiali: ora la diplomazia si gioca in tempo reale e in ogni momento della partita. Ogni azione intrapresa con un altro leader o una città-stato consuma Influenza, richiedendo una gestione oculata di questa risorsa. In tempo di pace, l’Influenza permette di aprire frontiere, stringere alleanze o organizzare festival congiunti. In tempo di guerra, l’Influenza può essere utilizzata per ottenere bonus che migliorano il morale della popolazione, messo a dura prova dalle perdite e dai bombardamenti. Sarà quindi fondamentale essere accorti e diplomatici per non rimanere a corto di Influenza nel momento del bisogno, soprattutto perché si tratta di una risorsa piuttosto rara se non la si eleva a priorità strategica.
Merita una menzione anche l’aspetto visivo del gioco. Il cambio di stile grafico rispetto all’estetica “cartoon” di Civilization 6 è, a mio parere, un successo notevole. Pur essendo meno colorato, il nuovo stile è decisamente più dettagliato e rifinito. Unico neo: l’interfaccia, che a volte manca di chiarezza e può risultare poco intuitiva, soprattutto quando si tratta di prendere decisioni importanti. Collegare città tramite strade, ferrovie o porti può risultare poco immediato, comprendere appieno gli effetti di certe abilità ed edifici è quasi impossibile e i sistemi di distretto e bonus di adiacenza sarebbero molto più efficaci se fosse più chiaro chi contribuisce a cosa, specialmente quando si deve sostituire un vecchio edificio o aggiungere uno specialista. Si tratta di aspetti tecnicamente non complessi da correggere tramite aggiornamenti, ma allo stato attuale l’interfaccia non è ottimale. Va riconosciuto, tuttavia, che il tutorial svolge un buon lavoro nell’illustrare le meccaniche di base del gioco, soprattutto nell’esplicare le numerose novità di questo capitolo.
Sul fronte sonoro, invece, nulla da eccepire: la colonna sonora è di altissimo livello, come da tradizione per la serie Civilization. Le musiche si adattano dinamicamente alla civiltà selezionata, mentre tutti i leader si esprimono nella loro lingua madre, contribuendo a rafforzare l’immersione nel mondo di gioco.
Infine, vorrei evidenziare un’ultima criticità: la politica dei DLC. Civilization VII riceverà sicuramente contenuti gratuiti dopo il lancio, ma è un peccato constatare che molti leader, civiltà (con le relative meraviglie uniche) e meraviglie naturali siano già previsti come contenuti aggiuntivi a pagamento.
Il numero di elementi disponibili al lancio è senz’altro sufficiente, ma qualche leader o civiltà in più non sarebbe stato sgradito. Da un lato, il sistema dei “ricordi”, che permette di sbloccare bonus per le partite successive, è interessante. Tuttavia, considerando che lo sblocco di questi bonus è legato all’utilizzo di specifici leader, alcune partite risulteranno accessibili solo acquistando i contenuti a pagamento. Resta da capire come sarà bilanciato questo aspetto…
Quando ci si confronta con il peso della tradizione, soprattutto in un genere strategico che ha visto l’emergere di nuovi contendenti negli ultimi anni, l’adattamento e l’innovazione diventano imperativi. Gli sviluppatori di Firaxis, con Civilization VII, hanno compiuto un’impresa magistrale: hanno saputo trarre ispirazione dalle migliori intuizioni della concorrenza, pur preservando gelosamente l’essenza che ha reso la serie un pilastro del genere.
La suddivisione in epoche distinte, ognuna con le proprie sfide e direzioni strategiche, si rivela una scelta vincente. Unita alla profonda flessibilità nell’adattare la propria strategia in corso d’opera, questa struttura garantisce partite avvincenti e dinamiche fino all’ultimo turno. Finalmente, la stanchezza che spesso sopraggiungeva nelle fasi finali dei precedenti capitoli, lasciando spazio alla ripetitività, è un ricordo lontano.
Civilization VII seduce anche sul piano audiovisivo. La colonna sonora, come da tradizione per la serie, è semplicemente superba, avvolgendo il giocatore in atmosfere sempre evocative e contestualizzate. Graficamente, il gioco adotta uno stile più raffinato e dettagliato rispetto al passato, pur mantenendo una chiarezza visiva essenziale per la leggibilità dell’azione di gioco. Nonostante l’interfaccia utente richieda ancora qualche rifinitura per raggiungere la perfezione ergonomica, il colpo d’occhio generale è indubbiamente di grande impatto.
L’unico neo, forse, risiede in una politica dei DLC che appare fin da subito un po’ troppo aggressiva. Tuttavia, questo aspetto non intacca in alcun modo la qualità intrinseca del titolo. Preparatevi a trascorrere innumerevoli notti insonni, cedendo alla tentazione di “solo un altro turno”, senza il minimo rimpianto.
In conclusione: Civilization VII è un’opera eccellente, un vero e proprio must-have per gli appassionati di strategia e un punto di riferimento per il futuro del genere!
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