Siete pronti per Apple HomePod? In USA esce il 9 febbraio, nel resto del mondo bisognerà aspettare un po’, ma è questione di mesi.
Ci sono però alcuni limiti, che fanno di Apple HomePod la scelta giusta per utenti Apple, mentre per gli altri forse ci sono soluzioni più flessibili e meno costose da prendere in considerazione.
E in quanto tale è principalmente dedicato all’ascolto di musica. Questo è il motivo per cui purtroppo è poco condivisibile la scelta di rendere il sistema compatibile solo con Apple Music, o quanto meno questo è ciò che è stato scelto per il mercato americano, dove HomePod farà il suo esordio a breve.
Con Google Home, invece, voi potete scegliere quale sia il vostro servizio musicale predefinito: non c’è Apple Music, ma avete anche Spotify come alternativa, mentre con Amazon Echo non avete alternativa alla scelta di Amazon Music.
In linea generale, tutte le aziende tentano di costruire i giardini chiusi, i cosiddetti walled garden, che aumentino la fedeltà ai propri servizi e quindi aiutino a mantenere massima aderenza con i propri utenti.
Bisogna capire se questo in realtà non si traduca nel respingere i potenziali utenti in cerca di flessibilità. Ma per il problema non si pone, perché al momento il nuovo Apple HomePod arriverà solo negli Stati Uniti, quindi in Francia e Germania, ma non c’è visibilità sulla distribuzione anche da noi in Italia.
La qualità del suono pare sia una delle caratteristiche per cui gli utenti saranno disposti a spendere 349 dollari (quanti saranno da noi?) per acquistare l’anello mancante della catena di prodotti Apple per la nostra casa. Ma ovviamente non è l’unica, perché la presenza di SIRI è l’altra arma da usare per sfidare la concorrenza, bella agguerrita.
L’integrazione con i servizi domestici sarà fondamentale, ma a quanto apre varrà per tutto ma non per la musica, che invece sarà fornita solo ed esclusivamente da Apple Music.
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