La programmazione è diventata una competenza sempre più richiesta e apprezzata. Le nozioni di base sono accessibili a tutti ed è sempre più facile specializzarsi con corsi online su un particolare tipo di linguaggio o infrastruttura tecnologica.
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Il panorama dello sviluppo software non somiglia minimamente a quello di soli tre anni fa. Se un tempo imparare la programmazione significava memorizzare sintassi complesse e combattere contro errori di compilazione frustranti, oggi l’attenzione si è spostata sulla capacità architetturale e sull’orchestrazione dell’Intelligenza Artificiale. Le applicazioni mobile per l’apprendimento del codice sono adatte a qualsiasi livello, dai semplici quiz digitali ai veri e propri ambienti di sviluppo assistiti, dove l’utente impara a dialogare con modelli linguistici specifici per generare software funzionale.
Imparare a programmare è sicuramente una necessità per molte persone che vogliono affacciarsi ad un determinato ambiente lavorativo, ma anche per coloro che semplicemente necessitano di una serie di competenze di questo tipo per la propria attività. Fra le tante app per imparare a programmare disponibili, ti aiutiamo a scegliere quella che fa per te.
Perchè imparare a programmare al giorno d’oggi?
Nel mercato attuale, la figura dello sviluppatore puro è stata affiancata da quella dell’AI-Augmented Developer. Chi cerca di entrare in questo settore oggi deve padroneggiare non solo i linguaggi storici come Python, JavaScript o Rust, ma deve soprattutto comprendere come guidare gli Agenti AI attraverso il prompt engineering e il debugging assistito. La democratizzazione tecnologica ha raggiunto un punto di svolta: le piattaforme di e-learning ora integrano IDE (Integrated Development Environments) basati su cloud che permettono di scrivere, testare e distribuire applicazioni direttamente da uno smartphone o un tablet.
L’utente non interagisce più solo tramite tastiera virtuale, ma può spiegare a voce la logica di un algoritmo o fotografare uno schema logico disegnato su carta per vederlo trasformato istantaneamente in righe di codice. Imparare a programmare partendo da un livello di competenze pari allo zero può sembrare una sfida molto ostica. Per aiutarti però possono intervenire una serie di applicazioni per imparare. Flessibili, per imparare dove e quando vuoi, adattando lo studio ai tuoi ritmi. Interattive, con esercitazioni pratiche e feedback immediato che rendono l’apprendimento coinvolgente. Molte app per imparare a programmare offrono piani gratuiti o abbonamenti a prezzi contenuti rispetto ai corsi tradizionali. Infine spesso elementi di gioco rendono il percorso di apprendimento divertente e motivante.
I classici delle app per imparare a programmare
Mimo: l’ecosistema AI-first
Mimo si conferma come il punto di riferimento assoluto per chi desidera un approccio pratico e orientato al portfolio della programmazione. L’applicazione ha saputo evolversi integrando un assistente virtuale basato su tecnologia agentica che non si limita a correggere l’errore, ma spiega la logica sottostante in base al contesto del progetto. La caratteristica distintiva di questa piattaforma risiede nei suoi percorsi Full-Stack e Python, che ora includono moduli specifici sullo sviluppo di applicazioni che sfruttano le API di OpenAI e Google Gemini.
L’interfaccia utente è focalizzata sulla Gamification, ma non a discapito della profondità. L’utente ha a disposizione un terminale integrato dove può sperimentare con SQL, TypeScript e React in tempo reale. La vera innovazione dell’ultimo aggiornamento riguarda la possibilità di creare e gestire piccoli database direttamente dall’app, permettendo di comprendere le dinamiche dei dati senza dover configurare server esterni. Le lezioni sono strutturate in micro-sessioni da cinque minuti, ideali per chi deve ottimizzare i tempi morti durante la giornata, garantendo però una continuità didattica che sfocia nella creazione di progetti reali pronti per essere pubblicati su GitHub.
Mimo è l’app per imparare a programmare perfetta per l’utente che parte da zero e desidera costruire un portfolio tangibile di progetti per presentarsi nel mondo del lavoro.
SoloLearn e la conoscenza condivisa
SoloLearn rappresenta la scelta ideale per chi crede nel valore dell’apprendimento sociale. La piattaforma ha potenziato la sua sezione “Code Playground”, trasformandola in un social network per programmatori dove è possibile collaborare in tempo reale su snippet di codice. Uno dei suoi punti di forza è la sua vasta libreria di linguaggi di programmazione, coprendo linguaggi meno comuni ma fondamentali come Rust per la sicurezza di sistema e Kotlin per lo sviluppo mobile avanzato. Che tu voglia immergerti nei fondamenti di Python, esplorare la versatilità di Java, padroneggiare la potenza di C++, o destreggiarti nel mondo dei database con SQL, SoloLearn ha un corso per te.
Ogni linguaggio è suddiviso in moduli ben strutturati, che partono dalle basi e gradualmente introducono concetti più avanzati. È disponibile per iOS e Android, in versione gratuita di prova. Per accedere a pieno all’intero programma è necessario abbonarsi.
Come detto, il sistema di apprendimento si basa sulla risoluzione di problemi proposti dalla community, incentivando la competizione sana attraverso classifiche globali. L’integrazione di strumenti di AI Code Generation permette agli studenti di confrontare il proprio codice con quello ottimizzato da un algoritmo, analizzando le differenze in termini di efficienza computazionale e leggibilità. La profondità tecnica è garantita da quiz che non testano solo la memoria sintattica, ma mettono alla prova la capacità di risoluzione di bug complessi e l’ottimizzazione degli algoritmi per ambienti Cross-Platform. E’ l’app per imparare a programmare per chi cerca un ambiente stimolante e competitivo e vuole confrontarsi costantemente con altri studenti e professionisti del settore.
Encode – apprendimento progressivo
Encode si presenta come un’app dal design moderno e accattivante, pensata per chi desidera imparare a programmare in modo pratico ed efficiente, direttamente dal proprio smartphone o tablet. La filosofia di Encode si basa sull’idea che l’apprendimento debba essere snello e progressivo. Per questo, le lezioni sono suddivise in piccole unità, chiamate “bite-sized lessons”, che introducono i concetti di programmazione in modo chiaro e conciso, senza sovraccaricare lo studente di informazioni. Ogni lezione è accompagnata da esempi di codice reali, che aiutano a visualizzare l’applicazione pratica dei concetti teorici.
Punto in più per il fatto che è disponibile anche in modalità offline, quindi in caso di mancanza di rete internet. L’applicazione è disponibile per dispositivi Android ed Apple.
Tool avanzati
Enki: formazione enterprise per team e professionisti
Enki si distingue per un approccio più analitico e strutturato, quasi accademico nel rigore, ma moderno nell’erogazione. Non è una semplice app per imparare a programmare, ma un vero e proprio mentor digitale che cura le competenze in ambito Data Science, Sicurezza Informatica e Cloud Infrastructure. La piattaforma ha introdotto percorsi di AI Literacy che insegnano a monitorare e governare gli agenti digitali, una competenza ormai imprescindibile per qualsiasi figura tecnica.
L’algoritmo di apprendimento adattivo analizza le lacune dell’utente e propone esercizi mirati per colmarle, evitando la ripetizione inutile di concetti già acquisiti. La sezione dedicata alla Cybersecurity è particolarmente avanzata, con simulazioni di attacchi e difese in ambienti sandbox sicuri. L’integrazione con strumenti professionali come VS Code permette di iniziare una lezione sul dispositivo mobile e continuarla sul desktop senza soluzione di continuità, mantenendo sincronizzati progressi e file di progetto. E’ l’app giusta per il professionista o lo studente avanzato che mira a una specializzazione verticale in ambiti critici come i Big Data o la sicurezza delle infrastrutture.
GitHub Copilot Go: l’assistente di codifica mobile
Non è più solo un’estensione per computer, ma una vera e propria applicazione standalone. GitHub copilot Go permette di programmare ovunque utilizzando il linguaggio naturale. L’utente descrive a voce o via testo la funzione che desidera implementare e l’applicazione genera il codice, spiegando ogni singolo passaggio. Questo strumento è fondamentale per chi vuole imparare “per imitazione”, osservando come l’intelligenza artificiale risolve problemi complessi.
L’applicazione supporta oltre 80 linguaggi di programmazione e si integra nativamente con i repository di GitHub, consentendo la gestione di Pull Request e il debugging remoto. La funzione più apprezzata è il “Contextual Learning”: l’app analizza il codice scritto dall’utente in passato per suggerire soluzioni che siano coerenti con il suo stile e con le architetture aziendali utilizzate. È uno strumento di apprendimento passivo e attivo estremamente potente, che riduce drasticamente la curva di apprendimento per i framework più moderni.
Per chi ha già basi di logica di programmazione e vuole accelerare drasticamente la produzione di software sfruttando la potenza dei modelli generativi di ultima generazione, è l’app giusta.
Conclusione e guida alla scelta
Scegliere la giusta applicazione per imparare a programmare dipende strettamente dall’obiettivo finale dell’acquirente e dal tempo che intende dedicare allo studio. Per chi non ha alcuna esperienza e desidera un percorso guidato, divertente e focalizzato sulla creazione di siti web o piccole app, Mimo resta la scelta più equilibrata grazie alla sua eccellente gestione dei progetti basati su IA. Se invece l’interesse è rivolto alla crescita professionale all’interno di una comunità attiva, dove il confronto costante è lo stimolo principale, Sololearn offre strumenti di collaborazione che non hanno rivali sul mercato mobile.
Coloro che mirano a carriere nell’ambito della sicurezza o dei dati troveranno in Enki un alleato rigoroso e tecnicamente superiore, capace di fornire una preparazione che va oltre la semplice scrittura di codice, abbracciando la gestione sistemistica. Infine, per lo sviluppatore che vuole integrare l’intelligenza artificiale nel proprio flusso di lavoro quotidiano e imparare sul campo, GitHub Copilot Go rappresenta il futuro della programmazione assistita.
Il nostro consiglio finale è di non limitarsi a una singola piattaforma: puoi utilizzare Mimo per le basi e Enki per la specializzazione, supportando il tutto con l’assistenza continua di Copilot. La strategia vincente per diventare un professionista della tecnologia nell’era dell’intelligenza pervasiva è non limitarsi.